Quanto vali nel mercato del lavoro?

di | 29 Aprile 2020

 

Il mercato del lavoro non è tanto diverso dal normale mercato di paese del sabato mattina.

 

Seriamente.

Nel mercato del sabato ci sono i contadini che vendono frutta e verdura, e le casalinghe si aggirano tra i banchetti per confrontare la qualità ed il prezzo dei prodotti.

Mmh meglio i broccoli di Luciano o quelli di Antonio?

I ravanelli della Mariuccia sono i più buoni, ma che prezzi!

Le compro quelle ciliegie a chilometro zero? Con quegli stessi soldi comprerei un chilo di fragole….

 

Ecco, il mercato del lavoro è esattamente la stessa cosa.

Le casalinghe sono le ditte in cerca di lavoro.

E si, tu sei il broccolo di turno.

 

Anche nel mercato del lavoro c’è un incontro di domanda (chi compra) e offerta (chi vende), e, come in un normale mercato, c’è uno scambio volontario tra parti: chi compra (l’imprenditore) e chi vende (il candidato/aspirante dipendente).

 

Nello specifico:

IL CANDIDATO/ASPIRANTE DIPENDENTE

Vende:

  1. a) il proprio capitale umano
  2. b) il proprio tempo

 

L’IMPRENDITORE

Paga il dipendente con:

  1. a) un posto di lavoro
  2. b) un salario

 

In questo articolo ci occuperemo del capitale umano.

 

***

 

Tu cos’hai da offrire nel mercato del lavoro? 

 

Il tuo capitale umano si compone essenzialmente di tre pilastri:

1) valore →  le tue competenze sono utili per il mercato?

2) sostituibilità →  le tue competenze sono facilmente reperibili?

3) motivazione →  quando ti impegni sul lavoro?

 

***

 

1) VALORE 

 

Il concetto di valore esprime quanto le tue competenze ti rendono appetibile per il mercato.

Il mercato, in pratica, giudica se sei utile o meno.

Prendiamo ad esempio un calciatore di serie A molto famoso e un infermiere.

Perché Cristiano Ronaldo nel 2019 ha guadagnato 31 milioni di euro mentre l’infermiere non arriva neanche a 30.000? È più di mille volte lo stipendio di una persona comune!

Eppure il lavoro dell’infermiere è molto più utile di quello di un calciatore…

Se scioperano tutti i calciatori di serie A possiamo sopravvivere, ma se scioperano tutti gli infermieri d’Italia c’è un bel problema.

Ma allora perché Ronaldo guadagna così tanto? Solo perché riesce a tirare due calci ad un pallone?

Ovviamente no.

Guadagna così tanto perché milioni di persone guardano il calcio. Milioni di persone sono disposte a spendere un sacco di soldi per andare alla partite per vederlo anche solo da lontano e per comprare la sua maglietta.

Il mercato ritiene che Ronaldo sia utile, perché li fa divertire. Crea un valore per le persone che amano il calcio. E sono molte.

Il valore del intrattenimento è il segreto che fa guadagnare così tanto i calciatori.

A livello morale tutte le persone sono uguali, ma alcuni hanno un impatto mediatico maggiore e quindi il mercato li prezza diversamente. Il mercato determina l’utilità del tuo lavoro.

 

O pensiamo ad esempio alle pubblicità.

Perché i grandi marchi vogliono che sia un’attrice famosa a sponsorizzare le loro creme antirughe, e non una sconosciuta qualsiasi?

Perché le persone guardando la pubblicità riconoscono l’attrice e vogliono essere come lei. E sono disposte a pagare, per questo. Quindi l’attrice famosa è “più utile” della bella ragazza della porta accanto e le grandi firme sono disposte a pagarla di più.

Il calciatore o l’attrice famosa, hanno un impatto su un numero maggiore di persone rispetto alla bella sconosciuta e  per questo hanno un valore più alto agli occhi del marcato.

 

 

2) SOSTITUIBILITA’ 

 

Vuol dire quando facilmente sei rimpiazzabile da un’altra persona con le medesime competenze (oltre che da altre persone, potresti anche essere sostituito da programmi, macchinari o altre innovazioni tecnologiche).

Quanto sei “raro” nel mercato.

 

Pensiamo ad una cassiera del supermercato.

Per tutti i clienti del supermercato la cassiera è sicuramente molto utile e crea valore.

Il problema è che per fare la cassiera non serve un certo tipo di istruzione, di qualifica o di abilità. Non serve aver superato un esame di Stato, avere una laurea o conoscere le lingue. Una volta assunta, la ditta non deve investire su di lei facendo molta formazione.

Ci sono molte persone in Italia senza le competenze sopra elencate, tutte persone che potenzialmente sarebbero adatte a fare la cassiera. (in questo caso, ad esempio, la cassiera potrebbe essere sostituita dalle casse automatiche o dalle pistole per la spesa “fai da te”.)

Essendo un lavoro facilmente accessibile c’è molta concorrenza per entrare e quindi si è facilmente sostituibili.

Se hai delle capacità ma sei facilmente sostituibile hai un problema.

Un lavoro facilmente sostituibile non può essere pagato tanto.

Sara brutto ma purtroppo è così.

 

Un neurochirurgo, al contrario, crea valore solo per pochi pazienti al giorno. Ma, in virtù dei suoi studi e delle sue competenze, è estremamente difficile da trovare sul mercato. Questo lo rende sia molto ricercato che difficilmente sostituibile.

 

3) MOTIVAZIONE

 

Per motivazione intendiamo quanto ti impegni nel lavoro. Se dai il meglio di te o se ti impegni il minimo indispensabile.

Puoi essere anche una persona molto istruita, con competenze difficili da reperire sul mercato, ma se sei svogliato, arrivi sempre in ritardo, sei ubriaco sul lavoro…. non sei stato proprio un buon acquisto per l’azienda.

Questo perché la motivazione incide direttamente sui tuoi risultati. A parità di competenze, una persona motivata raggiunge sempre risultati migliori di una persona svogliata.

In più, la motivazione ti spinge a migliorarti e ad acquisire nuove competenze.

Ad esempio: una persona che nasce in una famiglia ricca, si troverà all’inizio in una situazione di vantaggio, rispetto ad un persona nata in una famiglia modesta.

Ma se chi parte dal basso è fortemente motivato a migliorare la propria situazione e ad avere successo, è probabile che riesca a crearsi delle competenze che lo porteranno a raggiungere o addirittura a superare il capitale della persona nata ricca, ma non altrettanto motivata.

 

Tutti e tre questi pilastri sono importanti, perché assieme definiscono quanto sei appetibile per il mercato. Ma c’è una differenza fondamentale.

Mente i primi due – valore e sostituibilità – si riferiscono a dati esterni e relativamente oggettivi (rispettivamente: che competenze hai e quando queste competenze sono rare), la motivazione si riferisce al tuo lato interiore.

La motivazione è la chiave di volta per il tuo successo, perché è l’unico dei tre pilastri che ti può spingere a migliorare gli altri due.

Se sei motivato, puoi migliorare il tuo capitale umano. Puoi acquisire nuove competenze e aumentare il tuo valore, per renderti più appetibile per il mercato.

Ma deve partire da te.

 

Soluzioni e consigli per valorizzare il tuo capitale umano

 

Se ti rendi conto di essere facilmente sostituibile puoi migliorare le tue skills per battere la concorrenza, cambiare azienda o settore, o spostarti in altri Paesi dove il tuo profilo professionale è più richiesto.

La concorrenza lavorativa stimola il miglioramento delle competenze dei lavoratori così come la concorrenza nel mercato stimola la produzione di beni e servizi migliori.

L’importante è usare questa concorrenza come stimolo per migliorarsi.

Più skills hai, più sei motivato, meno sei sostituibile e più verrai pagato.

 

Viviamo in un’epoca con possibilità che fino a pochi decenni fa erano impensabili.

L’accesso all’istruzione e all’informazione ci ha dato il potere di cambiare la nostra situazione.

A prescindere da quale sia la nostra situazione di partenza, noi abbiamo il potere di cambiare la nostra vita.

 

Quando si ha successo ci si attribuisce il merito, quanto si fallisce si colpevolizzano gli altri.

La verità è che una grande parte del tuo successo o insuccesso dipende da te.

Le circostanze potranno anche essere avverse, ma la responsabilità ultima spetta a te.

Puoi colpevolizzare tutti: la politica, l’ambiente, le amicizie, il clima, il mercato del lavoro, lo Stato, ma la verità è che tutto questo può determinare un fallimento, ma non la tua reazione ad esso.

E quindi ?

Quindi è inutile lamentarsi. Davanti alle difficoltà ci si deve rimboccare le maniche e darsi da fare.

Perché se non credi te in te stesso non lo farà nessun altro. Devi essere tu a cambiare ciò che non ti va bene.

 

Questo vale a maggior ragione nel mercato del lavoro, dove spesso avremmo tutto il tempo e le capacità per fare progressi, ma non abbiamo la motivazione, la voglia e la fame di cambiamento per migliorarci.

 

E tu? Come hai migliorato il tuo capitale umano?

 

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“Ci sono persone che sognano il successo e altre che restano sveglie per ottenerlo”  D. Rockfeller

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