Perché non riesci a liberarti del superfluo?

di | 7 Giugno 2020

Anche se partiamo con le migliori intenzioni, eliminare le cose non è sempre facile e alcune persone diventano vere e proprie “accumulatrici seriali”.

Oltre ai dubbi che ci tormentano quando non riusciamo a decidere se liberarci di una cosa o no, a volte è difficile buttare via anche gli oggetti che chiaramente non vogliamo più tra i piedi.

Così finisce che conserviamo le cose non perché le vogliamo, ma perché ci dispiace sbarazzarcene.

Quest’incapacità si riflette inevitabilmente sul nostro benessere e ci impedisce di raggiungere lo stile di vita cui ambiamo.

 

In quest’articolo cercheremo di capire meglio perché abbiamo difficoltà ad eliminare le cose e come fare per superare il blocco.

 

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Eliminare è una liberazione

 

Un primo motivo di blocco deriva dal fatto che buttare via le cose ci fa sentire in colpa.

Capita soprattutto se si tratta di regali o di cose che sono ancora in buono stato.

In un certo senso, trovo giusto che ci dispiaccia liberarci di cose ancora perfettamente funzionanti, perché eliminarle è uno spreco di risorse e danneggia l’ambiente.

 

Tuttavia, penso che sia ancora più sbagliato confrontarci tutti i giorni con cose che non ci piacciono.

La casa dovrebbe essere la nostra tana, un luogo dove ci sentiamo rilassati e a nostro agio.

Non puoi aspirare a realizzare il tuo stile di vita ideale se sei circondato da cose che non ti piacciono.

Casomai, questo “senso di colpa” dovrebbe guidarci quando compriamo un nuovo oggetto e farci da monito per non acquistare cose inutili che poi dovremo eliminare.

 

Quando iniziate la fase di eliminazione, quindi, il mio primo consiglio è: niente senso di colpa.

State solo facendo un favore a voi stessi.

 

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Non scaricate su qualcun altro il vostro fardello

 

Una tecnica comune è mettere a tacere questo senso di colpa regalando a qualcuno le cose di cui vogliamo disfarci.

 

Spesso accade con i vestiti, ma non solo.

A me è capitato quando io e il mio compagno siamo andati a convivere.

Finalmente, la piccola interior designer che era in me poteva sfogarsi e fantasticavo su una casa in stile scandinavo, tutta bianca e grigia.

Poi mi sono piombate addosso mamma, suocera e prozie che hanno iniziato a rifilarmi lenzuola, stoviglie asciugamani  (ovviamente non scandinavi, non bianchi e non grigi) ricevute come regalo di nozze 50 anni prima.

Con un bellissimo centrino ricamato in omaggio…

 

Poi ho capito cosa stavano facendo.

Erano armate delle migliori intenzioni e volevano aiutarmi, farmi risparmiare dei soldi.

Ma non solo.

 

Volevano disfarsi di tutta quella roba (quasi tutta ricevuta in regalo, a proposito della difficoltà di disfarsi dei regali….) perché non l’avevano mai usata o perché non era di loro gusto, ma si sentivano in colpa a buttarla.

Così si lavavano la coscienza regalandola a me.

 

Il mio secondo consiglio quindi è: non regalate le cose che volete eliminare.

State solo cedendo a qualcun altro il vostro fardello.

Quello che manca oggi è lo spazio, non certo i beni materiali.

 

Se volete essere sicuri di non buttare via qualcosa che potrebbe essere utile ad un amico o parente, prima di iniziare la vostra cernita chiedete se hanno bisogno di qualcosa di specifico.

Se quando selezionate le cose da eliminare lo trovate, regalateglielo.

 

Se le cose sono in buone condizioni, vi consiglio di donarle in beneficenza: sapere che le cose che eliminate andranno a persone che ne hanno bisogno vi aiuterà a lasciarle andare senza sensi di colpa.

 

Questo per me è stato decisivo per trovare il coraggio di eliminare i libri.

Adoro leggere e così avevo scaffali su scaffali carichi di libri ricevuti in regalo nel corso degli anni. Li avevo letti, magari mi erano anche piaciuti, ma non abbastanza da volerli conservate. Non mi servivano più, ma non potevo sopportare l’idea che finissero nell’immondizia.

Sono riuscita a lasciarli andare solo quando ho scoperto che potevo donarli alle biblioteche.

 

Un altro consiglio utile per non farsi riempire la casa di fardelli altrui è semplicemente imparare a dire di no.

Basta dire: ti ringrazio davvero, ma questa cosa non mi serve.

 

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Indagate i motivi del vostro attaccamento 

 

Se durante la fase di selezione vi capita qualcosa che non vi entusiasma ma che non riuscite a eliminare, fermatevi un attimo.

 

Quando troviamo una cosa che non ci convince ma che non riusciamo ad eliminare, proviamo una sensazione di malessere e passiamo oltre in fretta, archiviando velocemente la questione per non affrontare il disagio.

Ma dovete confrontarvi con questo disagio, per riuscire a superarlo.

 

Fermatevi e prendetevi il vostro tempo.

Provate a chiedervi: “perché non voglio buttare questa cosa? Cosa mi frena?”

Secondo la scrittrice Marie Kondo, potrete individuare una tendenza nel vostro modo di rapportarvi alle cose, riconducibile ad una di queste tre categorie:

 

  1. attaccamento al passato
  2. desiderio di stabilità nel futuro
  3. un misto di entrambe

 

Quando uno di questi schemi mentali rende difficile buttare via le cose, non riuscite a vedere di che cosa avete bisogno nel presente.

Non siete sicuri di ciò che vi soddisfa e di ciò che state cercando.

Questo non farà altro che allontanarvi dall’ideale di vita cui ambite.

Per questo è molto importante andare a fondo del problema e capire cosa vi blocca.

L’unico modo per capirlo, è confrontarvi con le vostre cose.

 

Le cose che possediamo sono concrete: esistono qui e ora e sono la conseguenza delle scelte che abbiamo compiuto in passato. È rischioso ignorarle o liberarcene indiscriminatamente come se stessimo rinnegando le scelte che abbiamo fatto. Solo quando ci troviamo di fronte alle cose che possediamo, una per una, e sentiamo le emozioni che evocano in noi, possiamo apprezzare realmente la nostra relazione con loro.

 

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Nascondere le cose non basta 

 

A volte superiamo quest’incapacità di eliminare con una via di mezzo: non riuscendo ad eliminare del tutto una cosa, ci limitiamo a spostarla in un posto nascosto e fuori mano, come ad esempio il fondo di un armadio, una cantina o un garage.

 

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, pensiamo, ma non è così.

Finché queste cose rimarranno sepolte in un angolo della vostra casa, il vostro passato resterà un peso che vi zavorra e vi impedisce di vivere il presente.

 

Se anche stipate tutte queste cose in uno scatolone in cantina, ogni volta che ci andrete, quello scatolone sarà lì a ricordarvi che esiste, anche se non vi ricorderete esattamente tutto quello che contiene.

Tutto il suo contenuto continuerà a influenzarvi.

 

Eliminare fisicamente il superfluo è l’unico modo per liberarsene.

 

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Il nostro io presente – la mia esperienza

 

Un blocco del genere mi è capitato quando nella fase di selezione ho trovato tutti i libri e gli appunti dell’università.

 

Odiavo quella roba.

 

Giurisprudenza era stata una grande delusione e tutta quelle roba proprio in camera da letto non faceva altro che ricordamelo.

Però rappresentava cinque anni di studio e di sacrifici, come facevo a buttarla?

Ci ho messo un po’ a capire che finché non fossi riuscita a liberarmene, non sarei riuscita ad andare avanti con la mia vita: quelle cose ormai appartenevano al passato e non mi rappresentavano più.

 

La nostra casa è per la persona che siamo adesso, non per quella che siamo stati.

Dobbiamo eliminare tutto quello che non ci rappresenta più per fare spazio al nostro io presente e a quello

futuro.

 

Sono giunta alla conclusione che se una cosa occupa uno spazio fisico, occupa anche uno spazio mentale.

Ci possiamo prendere cura e occupare solo di una certa quantità di cose.

Tutto quello che va oltre, è solo un ostacolo al nostro stile di vita ideale.

 

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“le cose che possiedi finiscono col possederti”

(Fight Club)

 

 

 

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