Odi il LUNEDÌ? Ecco la VERITÀ che NESSUNO TI DIRÀ MAI

di | 24 Agosto 2020

Scommetto che anche tu odi il lunedì.

Scommetto che questa mattina, quando è suonata la sveglia, ti sei tirato in testa il cuscino e hai pensato “che due coglioni”.

Però sei stato bravo, e dopo quei cinque minuti di “si si adesso mi alzo, ancora un attimo” ti sei alzato davvero.

Ed hai iniziato una nuova settimana.

Mentre sei bloccato nel traffico alla radio passano dei vecchi successi degli anni 90. Ti ritrovi a cantare con gli 883 e i Lunapop ed è il primo momento bello della giornata. Canti “Livin’La Vida Loca” di Ricky Martin immaginando di essere su una spiaggia a Ibiza e non nel traffico delle 7 di mattina.

Quando arrivi in ufficio ti concedi un altro caffè cattivo alla macchinetta.

I colleghi si sono radunati tutti lì, a lamentarsi che è già lunedì.
Ti rifugi in ufficio e mentre partono gli aggiornamenti del computer guardi fuori dalla finestra.

C’è il sole, in cielo neanche una nuvola.

È piena estate e le strade iniziano a riempirsi di persone che hanno tutta la giornata libera davanti a sé.

E tu sei in un ufficio di merda.


Scommetto che ti aspettavi qualcosa di più dalla vita

Se odi il lunedì vuol dire che sei finito nella ruota del criceto.
Non era così che doveva andare.

Ti ricordi quando eri un bambino?

Avevi così tanti progetti, così tanta speranza ed entusiasmo per il futuro.

Passavi il pomeriggio a giocare in cortile, gli album con le figurine e il panino alla mortadella mentre guardavi Dragonball su Italia 1.
La sera andavi a letto felice e non vedevi l’ora che iniziasse una nuova giornata.

Eri felice, ogni giorno.

Da quanto tempo non ti senti così?

Scommetto che ti aspettavi qualcosa di più dalla vita.

Ti meritavi di più.
Qualcosa è andato storto.
La vita ti ha dato molto di meno di quello che ti meriti.

Non riesci a individuare il momento in cui le cose hanno iniziato a cambiare. La società ti ha avvelenato lentamente, goccia dopo goccia.

A scuola gli insegnanti pretendevano sempre di più. I compiti e lo studio hanno iniziato ad assorbire sempre più tempo.

Poi i tuoi genitori ti hanno spronato ad andare all’università, perché “una laurea è sempre utile”.

E così hai passato altri 5 anni sui libri.
Se sei stato fortunato, hai seguito i tuoi interessi. Altrimenti sei finito a giurisprudenza, perché “ti apre tutte le strade”.

Ti avevano detto tutti che stavi facendo un investimento per il tuo futuro, ma dopo la laurea hai capito che erano solo bugie.

Poi sono iniziati gli stage, i colloqui, i tirocini.

Ti sei accorto che in realtà la laurea apriva molte meno porte di come ti avevano detto.

Hai scoperto il magico mondo del lavoro e ti sei reso conto che era un bello schifo.

Volevi prenderti del tempo e cercare un lavoro che ti piacesse davvero, ma la tua famiglia ha iniziato a farti pressioni: “c’è la crisi, non c’è lavoro, trovati un posto sicuro”.

Anche i tuoi amici stavano seguendo la stessa strada e si erano trovati un posto fisso in un’azienda e ti incitavano a fare lo stesso.
Ormai avevano tutti un indeterminato e tu eri l’unico che ancora non si era sistemato.

Così hai dovuto abbassare le tue aspettative e hai iniziato ad accontentarti.
Aveva ragione il Liga:

“chi si accontenta gode… così così..”


Odi il lunedì, perché sei diventato schiavo del tuo lavoro

Ti sei reso conto che il lavoro è la tomba della tua anima.

Lavori dalle 8 alle 17 e arrivi a casa esausto, non hai più l’energia per dedicarti alle tue passioni.

Non sei più padrone del tuo tempo. In ufficio ci sono troppi vincoli, scadenze e riunioni.
Neanche le ferie puoi farle quando vuoi: bisogna programmarle, mettersi d’accordo con i colleghi e avere l’ok del grande capo.

Quando hai iniziato pensavi che non fosse poi così male.
Pensavi che finite le tue 40 ore c’era ancora un sacco di tempo libero: la sera, il weekend, le ferie.

Ma il lavoro ha iniziato a risucchiarti sempre di più.

Hai iniziato a fare gli straordinari, anche se avevi giurato che non li avresti mai fatti. Hai iniziato a competere con i colleghi per avere un premio più alto.

Ti sei concentrato sempre di più sul lavoro anche se non ti piaceva. Hai iniziato a lavorare di più per avere quella promozione. Così al tuo capo 40 ore non bastavano più, hai iniziato ad accumulare le ferie non godute e te le porti ancora dietro, anno dopo anno, e non hai mai il tempo di farle.

Il lavoro sta succhiando tutto il tuo tempo ed è diventato il centro della tua vita.

Così hai rinunciato ai tuoi sogni.

Hai accettato un lavoro che ti fa schifo, ma che ti paga le bollette.

Hai sacrificato le tue aspirazioni per la sicurezza del primo indeterminato che hai trovato.
Hai sepolto le tue passioni sotto una montagna di scartoffie.

Avevi così tanti progetti di vita, ma non ne hai seguito neanche uno.

E così hai chiuso i tuoi progetti in un cassetto.

Hai perso te stesso.


Odi il lunedì, perché non sei padrone della tua vita

E così sei diventato quello che hai sempre odiato.

Una persona insoddisfatta della sua vita, intrappolata in un ufficio.

Ti sei accorto che hai sempre accettato il giudizio degli altri senza mai fare di testa tua.
La tua famiglia, gli insegnanti, gli amici, il tuo capo…. Ti dicevano cosa fare e tu eseguivi.

La società ti ha imposto di seguire uno schema: studia, trovati un lavoro e fai carriera.

Solo ora ti sei reso conto che è stata la società a decidere la tua strada, non tu.

La società ti ha fatto credere che i tuoi sogni erano stupidi, inutili, irraggiungibili, e tu li hai uccisi.
Ma uccidendo i tuoi sogni hai ucciso anche te stesso.

Hai soffocato la tua ambizione e ti sei arreso ad una vita mediocre.

Ma da un po’ hai capito che c’è qualcosa che non va.

Il primo sintomo è che odi il lunedì.
Odi il lunedì perché in realtà odi il tuo lavoro.

Giorno dopo giorno, stai sprecando il tuo tempo.

Quando guardi il tuo capo, pensi che rischi di diventare come lui. Una persona che ha sacrificato tutta la sua vita per un lavoro che in realtà detesta.

Vedi i tuoi colleghi: esausti, annoiati, completamente demotivati.
Ti stai riducendo come loro.

Stai sprecando la tua vita dietro ad una scrivania.

Sai che se continui così finirai solo a collezionare i rimpianti della cose non fatte.
Sai che quando sarai in pensione cercherai di recuperare il tempo perduto, ma sai già che non è possibile recuperare 40 anni hai buttato nel cesso.

Dentro di te sai benissimo che quando sarai sul punto di morte non rimpiangerai il lavoro e la carriera.
Rimpiangerai le cose non fatte.
Rimpiangerai tutte le cose che non stai facendo ora.

Rimpiangerai tutte le cose che stai rimandando perché sei troppo impegnato a lavorare.


Ti sei accorto che sei sulla strada sbagliata 

Capisco benissimo come ti senti, ci siamo passati tutti.

Hai seguito i consigli di chi ti stava vicino e aveva più esperienza di te.

Ti sei fidato di loro.

Hai ascoltato chi credeva di parlare nel tuo interesse: la tua famiglia, i tuoi amici, i tuoi insegnanti.

Hai seguito la strada che ti hanno mostrato, la strada che tutti stavano seguendo: la strada che avrebbe dovuto portarti alla felicita.

Ma così non è stato.

È normale fidarsi di chi ci vuole bene, sapevi che erano in buona fede e che vogliono solo il meglio per te.

Ma da un po’ ti sei accorto che sei sulla strada sbagliata.
Ti è venuto il dubbio perché ogni settimana ti sei accorto che odi il lunedì.

Odi il tuo lavoro.

Odi la tua vita.

Ti sei accorto che odi il lunedì perché è il momento in cui devi tornare in gabbia.

Ogni settimana, devi seppellire i tuoi sogni e chiuderti in una prigione fatta di burocrazia e riunioni inutili.

Ti sei accorto che il lavoro ti ha risucchiato come un buco nero.

Hai capito che stai diventando come il tuo capo, che resta in ufficio fino all’ora di cena a preoccuparsi del bilancio e delle scadenze.

E a te non te ne frega un cazzo né del bilancio né delle scadenze.

Eppure non stai facendo niente.

È da un po’ che stai così male, e anche se hai capito qual è il problema non stai facendo niente per risolverlo.

Continui a lavorare e soffri in silenzio, perché così fanno tutti.
Non cerchi neanche una via d’uscita.

Ogni lunedì torni a correre nella ruota del criceto.

Ma c’è una via d’uscita e dentro di te sai già qual è.

Sai che la strada verso i tuoi sogni parte da te stesso e non da quello che ti impone la società.
Devi tornare indietro e guardare dove la società ti ha corrotto e come ti ha manipolato.

Devi scoprire quali sono i 4 pilastri della ruota del criceto e scoprire come ti hanno influenzato tutta la vita, senza che te ne accorgessi.

Devi riprenderti la tua vita.

Per ritrovare te stesso devi uscire dalla ruota del criceto.

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“Vivi come desidererai aver vissuto quando sarai sul letto di morte.”
Christian F. Gellert

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