La società dell’apparenza

di | 13 Aprile 2020

Sei ciò che appari”.

Questa è la prima credenza della ruota del criceto.

L’apparenza diventa più importante della sostanza.

Non solo. L’apparenza diventa la sostanza: se hai una BMW, un completo Armani e un Rolex sembri un uomo di successo e la gente pensa che tu lo sia davvero.

 

Ad esempio, una mia esperienza personale nel mondo legale: vedi ragazzi che guidano BMW (del papi), indossano completi e hanno al polso il Rolex e le gente guardandoli pensa che siano giovani avvocati di successo, anche se invece fanno i praticanti avvocati a 500 € al mese. 

 

Ma il successo non si misura solo dalle cose che possiedi o da come ti vesti ma da soprattutto da quello che sei per te stesso e per gli altri.

 

Vivere nella società dell’apparenza vuol dire identificarsi con gli oggetti che si possiedono.

Sei la tua macchina, il tuo cellulare, il tuo orologio, i tuoi vestiti, il posto dove vai in vacanza.

 

Giudichi le persone per come appaiono e ti aspetti che anche loro seguano questo schema: un manager non può girare su una vecchia Panda, avere un cellulare da 200 Euro e andare in vacanza con Airbnb. 

E se hai un SUV nuovo, l’ultimo modello di Iphone, un Rolex e indossi completi Armani sei una persona di successo.

 

Sei consapevole di essere giudicato per come appari, e vuoi apparire come una persona di successo. 

Compri determinati oggetti per impressionare gli altri, in modo che, vedendo che te li puoi permettere, ti attribuiscano un certo status sociale e ti giudichino una persona di successo. 

Di fatto, compri oggetti costosi perché vuoi comprare un certo status sociale. 

Comprando una nuova BMW, stai comprando lo status sociale che deriva dal possedere quell’oggetto.

 

 

***

 

Perché la credenza dell’apparenza sta condizionando la tua libertà?

 

Questa credenza ti impedisce di essere libero nella misura in cui ti convince a spendere soldi per comprare beni che ti facciano apparire di successo.

 

Provo a spiegarmi meglio:

 

il problema non sta tanto nel fatto di comprare beni costosi. Non c’è niente di male o di sbagliato nel desiderare oggetti belli e costosi. 

Tutti noi aspiriamo al massimo e cerchiamo di avere il meglio possibile.

Nessuno vuole vivere in un appartamento angusto in un quartiere malfamato con vista spacciatori, andare al lavoro con una macchina piccola, brutta e vecchia, indossare abiti di tessuto scadente che vestono male e andare tutti gli anni in vacanza a Rosolina Mare alla pensione della signora Pina. 

È ovvio che tutti vorremmo una casa enorme arredata con bellissimi mobili, una macchina elegante e comoda, abiti alla moda di ottima qualità, vacanze di settimane in località lontane. 

Non è sbagliato desiderare tutto questo.

Anzi.

 

Ma il punto è che c’è una discrepanza pazzesca tra beni “accettabili” e beni “lussuosi e superflui”. 

Il problema è che, quando ti serve un bene, la società dell’apparenza ti spinge a comprare il bene più costoso disponibile sul mercato, che ti puoi (più o meno) permettere.

Non cerchi solo un bene sufficiente a soddisfare il tuo bisogno, ma cerchi un bene che oltre a questo dimostri che sei una persona di successo. 

Quindi compri un Audi invece di una Panda, un Iphone invece di un Huawei, e vai in vacanza in un 4 stelle all inclusive invece che in un B&B. 

 

Il problema è che il denaro è una risorsa limitata. 

E questa credenza ti spinge a spendere tantissimi soldi in beni costosi, perché se non ce li hai sei uno sfigato. 

Si crea così un paradosso: se hai davvero un mucchio di soldi e compri beni di lusso, vieni percepito come una persona di successo e gli altri cercheranno di imitarti per apparire di successo anche loro; ma se hai un reddito nella media comprando beni di lusso apparirai comunque all’esterno come una persona di successo, ma in realtà questo vivere al di sopra delle tue possibilità ti avrà riempito di debiti ed avrà compromesso la tua stabilità finanziaria e la tua futura libertà.

Questo tra l’altro è anche un pericoloso circolo vizioso perché una volta che ci si mostra all’esterno come persone di successo, è molto difficile ridimensionarsi e fare dei tagli, perché è come ammettere che stavamo solo bluffando o che abbiamo fallito. 

 

La società dell’apparenza è una credenza che rema contro il tuo interesse perché se hai bisogno di comprare un oggetto per soddisfare un tuo bisogno, e potresti soddisfare quel bisogno spendendo 100 Euro, la società dell’apparenza te ne fa spendere il triplo. 

 

Facendoti spendere soldi inutilmente, la società dell’apparenza è un ostacolo alla tua libertà (o almeno alla tua stabilità) finanziaria. 

 

***

 

Qual è la soluzione?

 

La soluzione è smettere di pensare che sei quello che appari.

Abbandonare l’apparenza e riscoprire la sostanza.

Tu non sei quello che possiedi.

Tu non sei la tua casa, la tua macchina, il tuo cellulare e il tuo orologio.

 

Tu sei una persone che possiede dei beni.

Devi comprare gli oggetti perché ti servono o ti rendono felice, non per impressionare gli altri. 

 

Quanto ti influenza il giudizio degli altri?

Quando compri un Iphone da mille euro, lo compri per te stesso o per gli altri? 

Saresti disposto a spendere la stessa somma, se nessuno vedendolo capisse che è un Iphone?

Saresti disposta a comprare una borsetta da 400 euro, se non ci fosse scritto fuori il marchio?

Compreresti ancora quel SUV, se al posto di Audi ci fosse scritto Dacia? 

 

Tutte queste domande sono tanto più importanti quanto basso è il tuo reddito.

Se ambisci alla libertà –o almeno alla sicurezza- finanziaria, non puoi permetterti di sprecare soldi comprando beni che ti servono solo ad impressionare gli altri.

 

Cerca di ridimensionarti. Quando valuti un acquisto, pensa al bisogno che devi soddisfare.

L’esempio della macchina mi sembra uno dei più lampanti: mi serve una macchina per spostarmi in città. 

Tutte le macchine soddisfano il bisogno di spostamento dal punto A al punto B.

Ma ci sono macchine per qualsiasi fascia di prezzo. 

Che differenza c’è tra una macchina da 12.000 e una da 30.000? 

La macchina da 30.000 mi offre qualcosa in più, rispetto all’altra? 

E a me serve davvero quel qualcosa in più?

Può darsi di sì, può darsi di no, dipende. 

 

Prova a porti queste domande prima di un nuovo acquisto e vedrai che risparmierai un sacco di soldi e che proverai anche una sensazione di benessere, perché starai usando (o risparmiando) il tuo capitale per realizzare quelli che sono davvero i tuoi obiettivi di vita”. 

 

Alla fine si tratta di un problema di allocazione delle risorse, che deriva dal fatto che la risorsa alla base (cioè il denaro che hai a disposizione) è limitato. 

Comprando quell’orologio costoso, la macchina premium, i vestiti firmati, stai davvero allocando la risorsa denaro nel miglior modo possibile?

Questi oggetti ti stanno avvicinando ai tuoi obiettivi di vita? 

Ti stano aiutando a realizzarli?

Se è così, siamo contenti per te. Hai trovato la tua strada.

 

Il nostro obiettivo è raggiungere l’indipendenza e la libertà economica, quindi preferiamo allocare le risorse in un piano di investimenti (PAC) che ci permetterà in futuro di essere più liberi e di non essere schiavi di quegli oggetti che abbiamo comprato (magari pure a debito).

 

Ma qualunque sia il tuo obiettivo, comprare beni per impressionare gli altri ti allontana dallo scopo, perchè non compri quell’oggetto per te stesso. 

Liberarsi dalla società dell’apparenza è il primo passo per raggiungere i propri obiettivi di vita. 

 

 

La società dell’inutile trionfa alla fine di un processo folle che ha spinto l’industria a produrre beni superflui, come se lo scopo dell’uomo non fosse di essere e vivere in una società giusta, bensì quello di apparire; ed è proprio su questa esigenza che si fonda il grande dogma della contemporaneità: si ha successo se si appare. (Vittorino Andreoli)

Un pensiero su “La società dell’apparenza

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