Il DOVERE ti distrugge: scopri come liberarti

di | 14 Agosto 2020

Devi fare la brava.
Devi ubbidire alla mamma.
Devi fare tutti i compiti.

Quando ero una bambina la mia famiglia mi ha insegnato un grande senso del dovere.

Ma un giorno quando ero alle superiori ho marinato la scuola. E anche tutti i miei compagni di classe.

Abbiamo scritto alla lavagna “la III G oggi non ha voglia di andare a scuola” e ce ne siamo andati a Gardaland.
Non ci sono state grosse conseguenze.

Erano gli ultimi giorni di lezione dopo gli scrutini e la reazione dei professori è stata un blando predicozzo con un retrogusto divertito tipo “ah, beata gioventù!”.

Ma è stato illuminante.

Per anni mi sono sentita dire “devi andare a scuola!” più o meno tutte le mattine, da piccola accompagnata dalla minaccia “se non vai a scuola ti viene a prendere la polizia”.

E invece una classe intera è andata a fare una scampagnata e non è successo proprio un bel niente.

Ho capito che quel “devi” non era poi così assoluto, dopotutto.

Ogni tanto si poteva sgarrare.


Dovere o volere?

La relatività del “devo” mi è stata ancora più chiara all’università.
C’erano le lezioni, c’erano gli esami, ma improvvisamente non era più un dovere.

Non eri obbligato ad andare a lezione, non eri obbligato a dare gli esami.
Improvvisamente c’era una libertà pazzesca.

Dipendeva tutto da te.

La gente continuava a dire “devo studiare”, “devo andare a lezione”, “devo dare l’esame”, ma in realtà non era vero, nessuno li obbligava a fare niente.
Era una loro libera scelta.

Dicevano “devo” perché si erano prefissi un traguardo (laurearsi), e per raggiungere quel risultato dovevano fare delle cose.

Ma tutto questo dipendeva dalla loro libera scelta dell’obiettivo.

Quante volte al giorno dici “devo”?

Devo alzarmi.
Devo andare in ufficio.
Devo fare la spesa.
Devo andare in palestra.
Devo stirare.
Devo andare a letto presto.

Dici “devo”, ma in realtà non sei obbligato a fare niente di tutto questo.
Però, se non lo fai, ci saranno delle conseguenze.

Devo alzarmi altrimenti arrivo tardi.
Devo andare in palestra altrimenti inizio a rotolare.
ecc.

Ogni “devo” ha le sue conseguenze, grandi o piccole.
La conseguenza di non andare in ufficio è più grave di quella di non stirare, eppure dici “devo” in entrambi i casi.

Quando dici “devo”, non poni l’accento sulle conseguenze.
Non ti concentri sul fatto che in realtà sei tu che scegli di fare quella cosa.
Se non ti focalizzi sulle conseguenze, rischi di rinchiuderti nella prigione dei “devo” anche se le sbarre sono aperte.

Un giorno ho organizzato una gita al lago con degli amici. Era una bellissima giornata estiva, perfetta per fare un giro in pedalò e prendere il sole.
Una mia amica ha detto che non poteva venire perché era sabato e doveva pulire casa.

Abbiamo provato a farle cambiare idea in tutti i modi.
A spiegarle che non cadeva mica il mondo, se le pulizie le faceva un altro giorno o per una settimana non le faceva proprio.

Non c’è stato verso.
Si era trincerata dietro al dovere, ma in realtà era una sua libera scelta.
Tra il lago e le pulizie, aveva scelto le pulizie.

Per questo è importante ricordarci che abbiamo il potere di decidere.

Che possiamo scegliere, in base alle conseguenze delle nostre azioni.

Oggi hai scelto di alzarti, hai scelto di andare in ufficio, hai scelto di fare la spesa, di andare in palestra, di stirare e di andare a letto presto.

Puoi smettere in qualsiasi momento di fare tutte queste cose.
Ma ci sono delle conseguenze.

Io ho accettato la conseguenza di convivere con i panni stropicciati.

Tutto quello che si nasconde dietro al “devo”

Hai mai sentito qualcuno dire: “voglio andare dal dentista?”

Immagino di no.
Perché andare dal dentista fa schifo.
La gente ci va perché vuole farsi curare le carie per non rimanere sdentato a 80 anni, ma di certo non ci va volentieri.
Per cui dice: “devo andare dal dentista”.

Hai mai notato che “devo” viene usato in senso opposto al “voglio”?
Quando vuoi fare qualcosa che ti piace usi il “voglio”: voglio andare al cinema, voglio andare in ferie, voglio andare a cena fuori.

“Devo” invece implica una cosa che non hai nessuna voglia di fare: devo andare al lavoro, devo lavare i piatti, devo andare dal dentista.

Quando dici “devo fare qualcosa”, dovrebbe accendersi una lampadina, una spia di avvertimento.
Stai accettando (più o meno consapevolmente) di fare una cosa che non hai nessuna voglia di fare.

Ne vale la pena?
Quali sono le conseguenze, se non la fai?
Puoi eliminare questo devo dalla tua vita?


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Una vita senza doveri

Lista dei doveriLascia andare un po’ la fantasia.
Ripensa a tutte le volte in cui dici “devo”.
Devo alzarmi, devo andare in ufficio, devo andare in palestra.

Cosa vorresti fare, altrimenti?

Quando lunedì suona la sveglia e scatta il primo “devo” (alzarmi), cosa pensi dentro di te?
Voglio continuare a dormire.

Benissimo, ora vai avanti.

Devo andare in ufficio.
Voglio fare quel cazzo che mi pare.

Devo andare in palestra
Voglio stare a casa a coccolare il gatto.

Devo andare a fare la spesa.
Voglio uscire a cena fuori.

Devo stirare.
Voglio leggere bevendo un Ciobar.

Devo andare a letto presto.
Voglio guardare quel film che inizia alle 21.30 porca miseria la prima serata inizia sempre più tardi.

Prima legge della ruota del criceto: per ogni devo c’è un voglio uguale e contrario.


La vita che vuoi, come eliminare il dovere

Scommetto che nella tua vita c’è una grandissima discrepanza tra quello che vuoi e quello che devi.
Questo è uno dei sintomi del vivere dentro la ruota.

Scommetto che vorresti una vita con tanti voglio e pochi devo.

Per farlo, devi puoi iniziare a concentrarti su quello che vorresti fare.
Quando dici devo, focalizzati su quello che invece vorresti fare.
Immagina che sia lunedì: cosa vorresti fare, se nella tua vita non ci fosse alcun “devo”?

Forse stai pensando ad un viaggio attorno al mondo, o a spiaccicarti su una spiaggia tropicale sorseggiando un Margarita (io mi immagino a leggere davanti al camino in una casetta sferzata dalla tempesta su una scogliera scozzese, ma non so se qualcun altro condivide questo desiderio…).


Questo esercizio serve per darti la scossa.

Farti rendere conto di quanto la vita che stai vivendo è lontana da quella che vorresti.
Che nella tua vita c’è molto dovere e poco piacere.

Farti realizzare tutte le cose che ti obblighi a fare ogni giorno, anche se non ti piacciono.
Per aiutarti a capire quali sono le cose che vorresti fare davvero.

E’ in questo modo che emergono i nostri desideri e le nostre passioni.


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Memento mori
Mr. e Mrs. T-Rex
I ribelli del Minimalismo

***

“Il tuo unico dovere è salvare i tuoi sogni.”

Amedeo Modigliani

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