Abbiamo fatto decluttering come i “The Minimalists”: ecco com’è andata (spoiler: MOLTO MALE)

di | 8 Marzo 2021

Ma come si fa questo benedetto decluttering ?

Forse anche tu ad un certo punto ti sei fatto questa domanda.

Noi (Ste e Vale) ce lo siamo chiesti parecchio tempo fa, all’inizio del nostro viaggio nel minimalismo.
Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma all’epoca nessuno in Italia parlava di minimalismo o di decluttering.

Volevamo semplificare la nostra vita e ci era chiaro che volevamo “sfoltire” la nostra roba, ma non ci era altrettanto chiaro come cavolo procedere….

Insomma, eravamo una coppia “aspirante minimalista” e brancolavamo nel buio come due talpe cieche.

E così abbiamo guardato oltre oceano e ci siamo messi letteralmente nelle mani dei “The Minimalists”, che poi sarebbero diventati famosi ma che all’epoca non si filava ancora nessuno.

Infatti, ben prima di sbarcare su Netflix con i due docu film, i “The Minimalist” avevano scritto il saggio “Minimalism – Essential Essays”…. e noi ovviamente ci siamo fiondati a leggerlo.

Il piano era scoprire il loro metodo per fare decluttering e applicarlo passo dopo passo come se fossero i 10 comandamenti…

Ecco com’è andata…. MOLTO MALE

Ma fammi fare un passo indietro.


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Come fare decluttering con il metodo dei “The Minimalists”

Il metodo dei “The Minimalists” è anche divertente (o almeno così ci sembrava all’inizio…)

La loro strategia era di fare un “imballaggio party”, cioè di imballare tua la tua roba come se stessi traslocando.

Il senso è di tirare fuori gli oggetti man mano che ti servono e continuare così per un po’ di tempo, magari un paio di settimane o un mese.

Dopo questo periodo, tieni solo la roba che hai sballato, perché quelle sono le uniche cose che ti servono davvero.
Ed il resto? Beh, buttalo.

E così ci siamo affidati al metodo dei “The Minimalists”, come un giovane Luke Skywalker che segue gli insegnamenti del maestro Yoda.

Imballare tutta la roba è stato un gran casino…. ma non è minimamente paragonabile al casino di vivere un mese con gli scatoloni in giro per casa come dei profughi.

Ma noi eravamo lanciatissimi!

Eravamo in missione per conto del minimalismo e nessuno scatolone ci avrebbe fermato.


La casa dopo il decluttering: esperimento miseramente fallito

Alla fine del mese avevamo sballato tutte le cose che avevamo usato: alcuni vestiti, un po’ di cose per la cucina, il bagno e la camera da letto… niente di più.

Il resto della roba “inutilizzata” era rimasta negli scatoloni…
(a questo punto i “The Minimalists” consigliavano di buttare via tutto, ma noi abbiamo portato tutto in cantina)

Il risultato finale non era proprio quello che ci aspettavamo.

La casa era triste, fredda e spoglia come il frigo di un single.


Cosa non funziona del metodo “The Minimalists”

Sì, c’erano solo le cose che usavamo davvero, ma la casa era così priva di personalità che sembrava una brutta camera di un albergo scadente di periferia….
Si, proprio una di quelle che si vedono nelle serie TV dove è appena stato commesso un omicidio…

Avevamo seguito le istruzioni alla lettera, eppure c’era qualcosa che non andava…

Ci abbiamo messo un po’ a capire, ma alla fine ci siamo resi conto che c’era un problema.

Anzi, in realtà c’erano due problemi.


Problema nr. 1) ci sono delle cose che non usi tutti i giorni

Con il metodo dei “The Minimalists” erano rimaste negli scatoloni tutte quelle cose che si usano solo in una certa stagione.

Visto che avevamo fatto decluttering in inverno, erano rimasti imballati i costumi da bagno, tutta la roba per il mare, l’attrezzatura per fare trekking in montagna… oltre ovviamente a tutti i vestiti estivi.

Così siamo tornati in cantina e abbiamo tirato fuori tutte le cose che usiamo con il caldo.

Abbiamo messo tutto negli armadi, ma l’effetto generale della casa era sempre quello: freddo, vuoto, spoglio.

E così abbiamo capito qual era il secondo problema…


Problema nr. 2) le cose non sono fatte solo per essere “usate”

Mancavano i quadri che davano un pò di colore. Mancava l’olio essenziale alla vaniglia per profumare la casa… e omioddio mancavano tutti i nostri libri!

Siamo entrambi due lettori accaniti, ma seguendo il metodo dei “The Minimalists” avevamo sballato solo i libri che stavamo leggendo in quel momento…
e tutti gli altri?

Nei cartoni c’era ancora una montagna di libri che avevamo già letto… ma che amavamo profondamente.
I libri che ci hanno cambiato la vita e le saghe che hanno accompagnato la nostra crescita… no, Harry Potter non avrebbe fatto la muffa in un cartone, non potevamo permetterlo!

…e così siamo tornati in cantina e abbiamo salvato tutti i libri…


Il problema è che il metodo dei “The Minimalists” è perfetto… se vuoi vivere in una grotta come un monaco francescano

Il problema è che con questo metodo i “The Minimalists” suddividono le cose in due categorie:
– cose che usi
– cose che non usi

Ma questa è una visione assolutamente limitante.

Ci sono un sacco di cose che non sono fatte per essere usate, o che comunque non sono fondamentali.

A cosa serve un quadro?
Non è una cosa che usi, quindi non è necessario.

Ma lo scopo di un quadro è mostrare un’immagine che ti piace e ti emoziona… anche se non è necessario, arricchisce la tua vita.

La stessa cosa vale per un sacco di altri oggetti, ad esempio le foto o i libri che hai già letto ma che adori vedere sulla libreria….
Insomma, per tutte le cose che non usi in senso stretto, ma che rendono bella la tua vita.

Eravamo frustrati dalla situazione, e sì, ci siamo anche sentiti un po’ traditi dai “The Minimalists”…
ma non eravamo disposti a cedere.

Quest’esperimento ci aveva aperto gli occhi.

Avevamo capito che quel tipo di minimalismo non andava bene per noi.

Noi non volevano una casa fredda e triste come una caverna.
Volevamo una casa allegra, calda e accogliente… con pochi oggetti, sì, ma anche con qualche oggetto inutile che però ci facevano sentire bene e che per noi era importante.

Volevamo delle cose che non sono “strettamente necessarie”, ma che danno un senso di calore e di benessere: le candele per fare atmosfera la sera, l’olio che profuma tutto di vaniglia, i libri che amiamo che ci guardano dalla libreria…insomma, tutte quelle cose che danno colore alla tua vita.

Ecco, noi volevano un MINIMALISMO a COLORI.

Così siamo tornati in cantina per la terza volta, e abbiamo tirato fuori i quadri, l’olio profumato e le foto dei nostri viaggi….. in pratica, la casa era praticamente come prima.


Un NUOVO INIZIO con un nuovo punto di vista A COLORI 

E così eravamo di nuovo al punto di partenza.

Avevamo di nuovo tutte le cose che amavamo, ma era di nuovo TROPPA ROBA.

Ma allora, come si faceva a fare decluttering?
In base a cosa potevamo scegliere che cosa tenere e che cosa eliminare?

In realtà la risposta era già dentro di noi.

Volevamo tenere ciò che ci dava gioia ed eliminare tutto il resto.

Poi ci siamo imbattuti nel “Magico potere del riordino” di Marie Kondo, che era più in linea con la nostra idea di minimalismo a colori.

Secondo Marie, quando scegli se conservare o eliminare una cosa, devi basarti sulle tue emozioni, non solo sull’uso che fai di quella cosa.

Questa è la stessa filosofia che seguiamo noi nel minimalismo a colori…. non solo per gli oggetti, ma in tutti gli ambiti della vita.

Cioè, elimina tutte le cose “mangia tempo”, “mangia denaro” e “mangia energie” dalla tua vita, per avere più tempo, soldi ed energie da dedicare a quello che è davvero importante per te.

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Memento mori
Mr. e Mrs. T-Rex
I ribelli del Minimalismo

***

“Conservate solo ciò che vi emoziona”
Marie Kondo


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