Consumismo compulsivo

di | 14 Aprile 2020

 

“Cerca la felicità nei beni materiali”.

Questa è la seconda credenza della ruota del criceto.

Compra cose. Se compri cose sarai felice.

 

Il consumismo ovviamente si lega benissimo con la società dell’apparenza. 

Se vuoi apparire in un certo modo devi avere delle cose, e per averle devi comprarle.

 

Ti accorgi di avere continuamente bisogno di cose. Compri oggetti credendo che soddisferanno un certo bisogno, ma dopo poco tempo ti accorgi che hai già un altro bisogno da soddisfare.

Compri cose che poi spesso non usi, o usi poco. 

Eppure continui a comprare.

A volte non sai neanche che cosa vuoi comprare, ma ha voglia di comprare qualcosa. 

 

Hai la casa e gli armadi pieni di oggetti e hai difficoltà a liberartene, anche se non li usi quasi mai. 

Pensi sempre “non si sa mai”, “potrebbe servirmi” o “potrebbe tornare di moda/potrei dimagrire”. 

Ti rendi conto che hai troppe cose ma non riesci a liberartene. A volte riesci ad eliminare qualcosa, ma ben presto compri qualcos’altro e ti trovi sempre al punto di partenza.

 

***

 

Perché la credenza del consumismo sta condizionando la tua libertà? 

 

Come nel caso della società dell’apparenza, questa idea sta intralciando la tua libertà perché ti fa sprecare un sacco di soldi per beni di cui in realtà non hai alcun bisogno. Ed è quasi peggio che spendere un mucchio di soldi per beni più lussuosi del necessario, perché in questo caso sprechi soldi senza soddisfare alcun bisogno. 

 

Visto che la ruota del criceto si basa sul consumo, per farti consumare la ruota cerca di convincerti che hai bisogno di quel determinato prodotto.

Quindi imbastisce una pubblicità accattivante, magari ingaggiando una persona famosa come testimonial, per convincerti che per essere bello/alla moda/di successo/ecc hai bisogno di avere quel prodotto. 

E così torniamo alla società dell’apparenza: comprare per mostrare ed identificarci con l’oggetto mostrato.

 

Come detto, in questo caso è ancora peggio che compare oggetti di cui hai bisogno ma più lussuosi del necessario, perché:

– non soddisfi alcun bisogno

– sprechi soldi per niente

– occupi spazio in casa 

– il consumo di risorse usato per produrre quel bene è stato inutile, visto che non ti serve

– generi rifiuti inutili non appena lo getti via

 

Il denaro è un mezzo di scambio e dovrebbe essere utilizzato per comprare cose che ci rendono felici e ci servono davvero.

Usare il denaro per comprare un bene che non desideriamo davvero, vuol dire letteralmente buttare via i soldi.

 

In questo caso, a maggior ragione vale quanto già detto a proposito della credenza sulla società dell’ apparenza: facendoti spendere soldi inutilmente, il consumismo è un ostacolo alla tua libertà (o almeno alla tua stabilità) finanziaria. 

 

***

 

Qual è la soluzione?

La soluzione è resistere alle tentazioni. 

Pensare prima di comprare.

Comprare per necessità, non per noia. 

 

Quante volte ti capita di acquistare per impulso, e poi pentirti dell’acquisto?

Quante cose hai comprato, che poi non hai mai usato? 

 

Programma i tuoi acquisti.

Fai una lista delle cose che vuoi acquistare, sia che ti servano, sia che siano uno sfizio. Questo potrebbe aiutarti ad avere  le idee più chiare di quello che vuoi davvero e a prevenire gli acquisti d’impulso.

 

Elimina gli acquisti di impulso.

Comprare dovrebbe essere la risposta ad una necessità: di che cosa hai bisogno? 

Valuta attentamente se hai davvero bisogno di quella cosa o se stai comprando per noia. 

Quando guardi le vetrine e vedi qualcosa che ti piace, non comprarlo subito: aspetta, e se dopo qualche giorno sarai ancora convinto di volerlo, compralo. 

In questo modo eviterai il “buyers remorse”, il rimorso che si prova dopo aver comprato impulsivamente un bene che non ci convince davvero.

 

Evita le trappole psicologiche.

I saldi mettono a dura prova la nostra capacità di resistere alle tentazioni. L’ansia di perdere l’occasione ci spinge a comprare cose che non ci convincono del tutto. 

Tuttavia può essere una buona idea  acquistare cose che che ci servono e che avevamo già visto a prezzo intero e abbiamo aspettato venissero scontate.

 

Non cercare la felicità nei beni materiali.

Non pensare che sarai più felice con il nuovo Iphone, la nuova giacca o il nuovo orologio.

Non è così. 

Studi del settore dimostrano che la soddisfazione post shopping dura pochissimo, a volte solo un giorno.

A volte basta arrivare a casa, sistemare il nuovo vestito sull’appendino ed è già passata, e andiamo alla ricerca del prossimo oggetto del desiderio che poi non useremo mai o solo raramente. 

Quando ti serve un oggetto preciso e ne trovi uno che potrebbe andare bene, non prenderlo, se non ti convince del tutto. 

Aspetta e cerca di meglio. 

Dovremmo circondarci solo di oggetti che ci piacciono,  non di cose che non ci convincono ma che abbiamo comprato per paura di non trovare di meglio e restare con le mani vuote. 

 

Abbiamo gli armadi pieni di cose che non usiamo mai perché non ci piacciono e non ci ricordiamo neanche perché le abbiamo comprate e cose che invece abbiamo comprato perché ci piacciono ma non abbiamo mai l’occasione di usare. 

 

Ponderando bene i tuoi acquisti e acquistando solo quello che davvero ti serve e ti piace, risparmierai moltissimi soldi e ti avvicinerai molto più velocemente alla tua libertà/sicurezza finanziaria. 

Non solo: evitando gli acquisti inutili, eviterai di riempire la casa di oggetti che non usi e che ti ingombrano e questo ti farà sentire molto meglio. 

 

***

 

Un consumatore soddisfatto sarebbe una catastrofe per la società dei consumi, per la quale invece i bisogni devono essere sempre risorgenti, non devono avere mai fine; i consumatori devono essere insaziabili, alla perenne ricerca di nuovi prodotti, avidi di nuove soddisfazioni in un mercato che sforna continuamente prodotti nuovi e inediti.

(Zygmunt Bauman)

Un pensiero su “Consumismo compulsivo

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