5 cose che NON meritano più il mio tempo da quando sono minimalista

di | 16 Agosto 2021

Da quando sono minimalista la mia vita è cambiata a 360 gradi, in un modo che inizialmente neanche mi immaginavo.

Ho iniziato il mio viaggio minimalista liberandomi della roba inutile che avevo in giro per casa, ma mi sono accorta che il decluttering era solo la punta dell’iceberg.

Infatti mi sono resa conto che la vera liberazione non era liberare lo spazio, ma soprattutto liberare il mio tempo.

Il tempo infatti è la risorsa più importante che hai, ed è anche più importante del denaro… perché puoi avere più denaro, ma non puoi avere più tempo.

Così dopo aver eliminato le cianfrusaglie inutili che affollavano la mia casa ho anche eliminato un sacco di attività inutili che occupavano gran parte del mio tempo e che non mi davano nessuna gioia o valore.

Ecco quindi 5 cose per le quali mi rifiuto di perdere tempo da quando sono minimalista:


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1) rivangare il passato

Prima di diventare minimalista mi succedeva spesso di pensare al mio passato.
Ad esempio, pensavo a cosa avrei potuto fare meglio o a cosa avrei potuto dire in una certa situazione…

Ma il problema è che non analizzavo il passato per fare una specie di sana autoanalisi e per imparare dai miei errori e migliorarmi…
Il problema è che ripensavo al passato e mi chiedevo come sarebbe andata se avessi agito diversamente.

Insomma, mi facevo degli incredibili film mentali degni dell’Oscar…

… film mentali assolutamente inutili, perché ormai il passato era passato.

Ecco, da quando sono minimalista ho capito che non ha alcun senso perdere tempo a pensare agli errori che hai fatto e a tutto quello che poteva andare diversamente se non avessi fatto quelle scelte.

Ha senso ripensare al passato solo per imparare dai tuoi errori e dalle tue esperienze per migliorare il tuo futuro.


2) andare per negozi anche se non mi serve niente

Prima fare shopping era come guardare la TV: un modo comodo per riempire il tempo.
Ad esempio, un noioso sabato di pioggia lo riempivo con un giro al centro commerciale, anche se in realtà non mi serviva niente.

Da quando sono minimalista, invece, vado a fare acquisti solo quando mi serve qualcosa e vado per negozi in modo mirato, per metterci il minor tempo possibile.


3) guardare cose a caso perché non so cos’altro fare

Prima la TV era un modo comodo per staccare il cervello e passare la serata, anche se non guardavo qualcosa che mi piaceva davvero.

Questo accadeva più che altro perché quando arrivavo a casa la sera ero così devastata dalla giornata che riuscivo solo a crollare sul divano e a guardare qualcosa a caso per spegnere il cervello e rilassarmi.

Da quando sono minimalista però ho cambiato completamente il modo in cui mi rilasso quando torno a casa la sera.

Ho creato una specie di “routine del rientro a casa” per evitare di perdere tempo sul divano guardando cose a caso, e mettermi subito a fare le cose che mi piacciono davvero, ad esempio leggere o lavorare al mio blog.

La TV e Netflix ce li ho ancora, ma ora li uso in modo completamente diverso e li guardo solo quando c’è qualcosa che mi piace e mi interessa davvero.

Insomma, da quando sono minimalista ho smesso di fare cose a caso per “ammazzare il tempo” (tipo: guardare video a caso su youtube, guardare la TV…).
Questo perché la mia concezione del tempo è cambiata completamente.

Ora sfrutto il mio tempo al massimo e mi concentro sulle cose che sono importanti per me, tipo stare con le persone a cui voglio bene, passeggiare nel bosco e aiutare le altre persone a diventare minimaliste


4) partecipare ad incontri ed eventi che non mi interessano

La perdita di tempo non è solo fare cose che non ho voglia di fare, ma anche frequentare persone che non mi interessano e che non portano valore nella mia vita.

Una volta consideravo normale andare a fare aperitivo con i colleghi (anche se non mi stavano molto simpatici) o frequentare vecchi compagni di scuola con i quali ormai non ho più niente in comune.
In pratica visto che mi invitavano, mi sembrava normale accettare.

Da quando sono minimalista, però, ho cambiato completamente approccio.
Ho cambiato la mia risposta predefinita da “si” a “no”.

La mia nuova filosofia di vita è “o è una cosa che mi piace un casino e mi fa stare bene oppure ringrazio e rifiuto l’invito”.

 

5) cercare di spiegarmi a chi non vuole davvero capire 

Una volta pensavo fosse importante spiegare le mie scelte e cercare di convincere chi non riusciva a capirle.

Questo è successo anche quando sono diventata minimalista.
Molte persone mi hanno criticato perché ho iniziato a fare decluttering, o perché ho smesso di frequentare alcuni eventi o persone.

All’inizio mi sembrava importante cercare di spiegarmi, volevo dimostrare che dietro alle mie scelte c’era un ragionamento, e che così ero molto più felice.

Ma dopo ho capito che minimalismo vuol dire anche sbattersene le balle delle opinioni altrui, soprattutto quando la gente non vuole davvero capirti, ma cerca solo una scusa per criticarti.

Ora mi confronto solo con le persone che sono davvero aperte ad un dialogo aperto e sincero.
Con tutte le altre lascio semplicemente perdere e dedico il mio tempo ad altro.


Ecco, da quando sono minimalista penso che tutte queste cose non meritino più il mio tempo e ho iniziato semplicemente ad eliminarle dalla mia vita.

Ma da quando sono minimalista, ci sono anche delle cose che invece ho iniziato a fare, per semplificare la mia vita e avere più soldi, tempo ed energie da dedicare alle cose che sono importanti per me.

È proprio per questo motivo che ho creato la guida “7 modi per semplificare la tua vita con il minimalismo a colori”, dove ho raccolto le cose concrete che puoi fare per semplificare la tua vita (oltre al decluttering).

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